Via nuova Dietro la Vigna 20, 80145 Napoli

Archivio Produzioni (2)

Animali notturni

TEATRI  ASSOCIATI DI NAPOLI / NAPOLI TEATRO FESTIVAL
ANIMALI NOTTURNI
Regia Carlo Cerciello
Con Lello Serao, Luca Saccoia
Sara Missaglia, Imma Villa

Juan Mayorga è il drammaturgo spagnolo più rappresentativo della sua generazione. Le sue creazioni denotano sempre una rilettura del passato, alla luce del presente, senza cadere nei canoni del realismo e con un’attenzione rivolta ai valori della parola, al relativismo e alla libertà di interpretazione dello spettatore. Animali notturni nasce come elaborazione di un testo breve, su commissione del Royal Court di Londra, che aveva proposto a Mayorga di trattare un tema di carattere politico nel contesto spagnolo. La scelta si concentra sul problema, di straordinaria attualità, dell’integrazione dei cittadini stranieri. L’autore recupera e sviluppa una questione già affrontata nella sua opera precedente Himmelweg: la visione del rapporto tra carnefice e vittima, oltre l’esplicitazione della violenza, all’interno della vita quotidiana. I quattro personaggi del testo, due coppie, devono agire nell’ombra come “animali notturni”: la dissimulazione e il “non detto” sono gli strumenti di cui si servono per difendere il proprio spazio vitale.

Note di regia
«Il testo di Mayorga ci pone dinanzi a due coppie che abitano nello stesso condominio: L’Uomo alto traduttore sottoccupato senza permesso di soggiorno e la Donna alta, sua compagna di vita e di lavoro; l’Uomo basso, cittadino medio e mediocre, frustrato dalla propria ignoranza e affascinato dal mondo delle lettere e la Donna bassa, casalinga teledipendente devota al marito. Si tratta di vite compresse, sotto vuoto, incapaci di reali rapporti, confinate all’interno di una anormale normalità. Ognuno ha il proprio segreto da nascondere. I personaggi femminili sognano una vita parallela, alla ricerca di un’alternativa alla solitudine del presente e si rifugiano nelle fantasie di amanti misteriosi o dentro la visione di programmi televisivi notturni. I personaggi maschili, invece, celano alle proprie compagne il gioco meschino che li lega assoggettandoli l’un l’altro. L’Uomo basso, infatti, costringe l’Uomo alto a farsi carico di un’amicizia forzosa, che sfuma poco a poco in una sottile forma di schiavitù. L’Uomo alto, convinto di poter ribaltare a suo vantaggio la situazione in virtù della sua presunta superiorità culturale, finirà, dunque, per restare imbrigliato nelle maglie dell’elementare pragmatismo dell’Uomo basso. La vita di questi personaggi implode su se stessa, l’esterno e l’interno sono asfittici e negano qualsiasi simbolica apertura, una lampadina difettosa, la luce del televisore sempre acceso, il lampeggiare ossessivo delle luci nel reparto ospedaliero, tracciano la mappa dei piccoli corti circuiti esistenziali delle due coppie e quella di una vita celata alla luce del sole, aberrata, squilibrata e disomogenea.

Nelle intenzioni dell’autore Animali notturni, si configura, come una sottile parabola sull’incapacità dell’intellettuale di ribellarsi al capriccio del potente, al quale l’intellettuale lega per necessità la sua sopravvivenza, finendone, però, schiacciato e annullato nell’identità, ma al di là dell’esercizio seduttivo del potere e del tema tanto caro a Mayorga relativo al rapporto perverso tra vittima e carnefice, Animali notturni propone con estrema lucidità il tema della solitudine esistenziale, malamente riempita dall’abitudinarietà e dall’incapacità di reagire ai ricatti affettivi con i quali puntelliamo quotidianamente la paura della solitudine stessa, al punto da costruire e percorrere una vita basata su rapporti, sostanzialmente, falsi e precari». Juan Mayorga Madrileno, nato nel 1965, è uno dei drammaturghi più interessanti della scena internazionale. Premio Nacional de Teatro 2007 in Spagna, conta una formazione forse atipica, ma versatile: una laurea in matematica, una in filosofia e un dottorato in filosofia della storia. Nel 1998 frequenta a Londra la Royal Court Residency, sotto la guida di Sarah Kane e Meredith Oakes e nello stesso anno insegna Drammaturgia e Filosofia presso la Real Escuela Superior de Arte Dramático de Madrid. In Italia è stato pubblicato da Ubulibri e Luca Sossella editore. Il Teatro di Mayorga è un “teatro politico”, non a sostegno degli ideali, ma promotore di idee. Un teatro che sappia essere parte integrante della formazione di una società organizzata, la polis. Nel 2008 escono per Ubulibri, le quattro commedie della sua maturità, scritte tra il 2003 e il 2006: Himmelweg; Animali notturni; Hamelin; II ragazzo dell’ultimo banco. Mayorga sostiene spesso che «il teatro accade nel pubblico, non nei ruoli ideati, nemmeno nella scena che occupano gli interpreti. Il teatro accade nell’immaginazione, nella memoria, nell’esperienza dello spettatore».[...]

Read more
 16

Le statue movibili

TEATRI ASSOCIATI di NAPOLI

Via Nuova Dietro la Vigna 20

80145 – Napoli P.IVA 07896351215

Le Statue Movibili

una produzione Teatri Associati di Napoli/le Nuvole

 

L’attualità, ne Le statue movibili, funziona come fattore decisivo a fare della pièce un arguto e agile vaudeville in cui circola quasi un’aria parigina, ma dove sono presenti anche dei veleni propri alle atmosfere della città moderna.

Il tema centrale è del giovane di relativamente agiata famiglia rustica che viene in città a cercarsi un altro destino, ma che non riesce, per indolenza e lentezza di indole, se non a indebitarsi col padrone di casa e a vivere di espedienti e di dolce far niente.

A questo punto inizia la commedia, con l’ingresso in scena di un signore, ricco e supponente proprietario di case, che viene a proporre al protagonista, Felice Sciosciammocca e al suo servo Pulcinella, plebeamente e sanguignamente irridente ai tic e  alle presunzioni del parvenu entrato di sua iniziativa in casa, di dargli in fitto gratuitamente per un po’ di mesi un appartamento: con la presenza del giovane e del suo servo il signor proprietario vuole sfatare la leggenda che la casa sarebbe abitata da spiriti. (E’ la premessa di una situazione che più tardi maturerà, con implicazioni interiori, in Questi fantasmi di Eduardo).

L’inattesa proposta destabilizza i calcoli e il linguaggio stesso del protagonista, che si difende a suo modo con ammiccamenti e pastiches linguistici. In realtà, dietro i gesti e le parole dei personaggi, si muove un’azione che li sovrasta: è la città che entra nella vita quotidiana e ne sconvolge l’ordinarietà e la privatezza.

E’ l’arroganza della ricchezza che si accampa centrale e ineludibile come l’argomento con cui tutti devono fare i conti. L’interno familiare ne viene sconvolto: esso finisce per non appartenere più a chi ha il titolo legittimo di gestirlo secondo sue misure e suoi ritmi. La città, infine, trionfa definitivamente, come risolutiva di ogni nodo, nella scena delle “statue movibili”, che qui vengono chiamate in cause ed esibite come espedienti d’inganno, ma che non pertanto perdono la suggestività simbolica di sortilegio moderno, col quale Petito si misurerarà anche in altri lavori della sua ultima e lievitante stagione, come ad esempio Tre banche a ‘o treciento pe mille.… Na lotteria arfabeteca e soprattutto I quadri plastici e Il barraccone delle marionette meccaniche. Qui lo sgrammaticato e artigianale Petito fa dialogare Napoli con l’Europa e la modernità.

Il testo de “Le Statue movibili” (attribuito ad Antonio Petito) è uno dei tanti tasselli che hanno segnato il percorso della cosiddetta “mutazione”, ovvero l’inarrestabile processo che terminerà con Scarpetta e che vede la definitiva affermazione del “Felice” a dispetto della storica maschera di Pulcinella, che per secoli aveva segnato le scene.

La sensazione, in questo testo, è che siamo ancora in una fase interlocutoria di questo processo, Felice è un giovane scanzonato studente e Pulcinella ancora un servitore scaltro, capace di risolvere, con le sue trovate, le disgrazie a cui la miseria e la costante mancanza di denaro condanna i due. Lo spirito è quello allegro e vivace che regna nelle case degli studenti squattrinati, per i quali l’amore, il gioco, il divertimento e il mangiare a sbafo costituiscono le uniche preoccupazioni della giornata.

Questo spirito allegro resta tale anche quando le faccende si complicano, anche quando la scoperta dell’inganno presuppone la punizione da parte degli adulti. Questi due mondi, quello bambino di Felice e Pulcinella e quello adulto dei proprietari di casa e dei parenti, non si incontrano mai, se non per artifici che servono ad arrivare ad un finale conciliante, ma le differenze restano e resteranno in barba alle promesse e alle buone intenzioni.

Nei dettagli, dalla scena ai costumi questa distanza è palese, da un lato la miseria a cui fa da contrappunto la gioia spensierata, dall’altro lo sfarzo manifesto segno di solidità economica ma anche di arroganza e presunzione. La trasparenza dei comportamenti, l’inganno evidente, la manifesta volontà di trasgressione sono sottolineati e ancor più evidenziati dalla scenografia che progredisce verso trasparenze in cui l’interno e l’esterno si fondono fino a quando la città invade l’interno casa.

Il testo lascia spazio alla creatività e all’improvvisazione degli attori con reinvenzioni che ci derivano dall’enorme patrimonio che dal Maccus arriva fino ai giorni nostri e che non disdegna puntate anche nel quotidiano più recente.

 

 [...]

Read more
 17

Teatri Associati di Napoli s.r.l.
Via nuova Dietro la Vigna 20
80145 Napoli
P.IVA: 07896351215

Contatti

Sede Legale/Operativa:
TAN - Teatro Area Nord
Via Nuova Dietro la Vigna, 20 - 80145 Napoli
tel. 081-5851096

Seconda Sede Operativa:
Start/Interno5
Via San Biagio dei Librai, 121 - 80138 Napoli
tel. 081-5514981